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Marzo 2003 / ultimo aggiornamento
2002 Opera Pia Richiedei
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Cura e Assistenza all'Anziano
La realtà culturale ed operativa della medicina geriatrica, in particolare di quella per cronici, si sta rapidamente modificando con un cambiamento radicale dei paradigmi scientifici di riferimento e conseguentemente dei modelli di cura. L'invecchiamento è interpretato come un processo intrinseco, dinamico e non lineare di adattamento biopsicosociale non ineluttabilmente legato alla patologia.
Quando emerge la malattia è fondamentale leggerne l'evoluzione e contrastarne gli effetti in tempi lunghi (cronici) e in ambiti appropriati con continuità e flessibilità delle strategie curative. La geriatria è quindi diventata una disciplina a forte connotazione riabilitativa e a relativamente basso onere tecnologico, una medicina ad alto valore aggiunto capace di affrontare i problemi clinici dell'anziano salvaguardando i diritti alla cura ed alla dignità della persona.
Il tipico paziente anziano è portatore di multiple patologie croniche sulle quali spesso si sovrappone un evento acuto più o meno disabilitante. Comorbilità e instabilità clinica sono le principali caratteristiche che condizionano la variabilità estrema dei quadri clinico-funzionali nell'anziano e creano il contesto peculiare di una operatività complessa che richiede un coordinamento ed un controllo in tempo reale di ogni decisione clinica, riabilitativa e di nursing assistenziale .
La specificità della riabilitazione geriatrica (svolta in uno scenario di grave dipendenza funzionale, alta instabilità clinica e importanti vincoli socio-ambientali) scaturisce quindi da un mix ottimale di conoscenze e decisioni che simultaneamente hanno valenza terapeutico-riabilitativa, assistenziale, preventiva ed educativa e conserva la sua identità indipendentemente dal setting di cura nel quale viene svolta. La compartimentazione e la separazione tra gli interventi sanitari, assistenziali e riabilitativi che ricorrentemente viene proposta è artificiosa e falsa sia dal punto di vista metodologico che da quello gestionale. Se l'obiettivo terapeutico ultimo nel paziente geriatrico è quello di raggiungere e mantenere il più alto livello possibile di autonomia, la cultura riabilitativa diversamente da quella di altre discipline, assume un ruolo sostanziale e non di semplice supporto, di consulenza, al lavoro dell'equipe transdisciplinare. La stesura di linee guida della riabilitazione geriatrica, basata sulla letteratura e derivata dall'esperienza diretta, rappresenta non solo il dettaglio delle attività svolte ma soprattutto dei processi decisionali che le sostengono. Esiste una specificità clinica (della diagnosi/terapia della malattia e della co-morbosità, con riguardo particolare alle grandi sindromi geriatriche), affiancata ad una specificità riabilitativa (della limitazione funzionale, unica e plurima, e della disabilità) e ad una assistenziale (di nursing) che debbono trovare una integrazione metodologica e gestionale ottimale, indipendentemente dalle figure più direttamente responsabili dei vari processi (geriatra, riabilitatore, infermiere professionale ecc.). Inoltre, lo sforzo attuale è quello di appaiare agli indicatori significativi di processo (i "nodi" dell'algoritmo decisionale) gli indicatori di esito (i risultati attesi), per offrire una misura diretta dell'efficacia dell'intervento ed una traccia per orientare l'allocazione delle risorse."
( Marco Trabucchi ed altri - "Assistenza e riabilitazione geriatrica" )